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Mercoledì, 18 Ottobre 2017 16:04

Apre a Roma MUSIA, il nuovo spazio per l'arte contemporanea di Ovidio Jacorossi

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Concepito come un punto di incontro nel centro storico romano, con uno sguardo rivolto all’Europa, avvierà iniziative che mettano in relazione l’arte contemporanea con discipline affini come la moda, la musica e l’architettura

Gino Severini, L’Homme de l’avenir 1935 Tempera su carta intelata 52 x 52 Collezione Jacorossi, Roma  Gino Severini, L’Homme de l’avenir 1935 Tempera su carta intelata 52 x 52 Collezione Jacorossi, Roma

ROMA - Avrà una vocazione polifunzionale MUSIA, il nuovo spazio di circa 1000 metri quadrati, ideato dal collezionista e imprenditore Ovidio Jacorossi, che inaugurerà a Roma il prossimo 30 novembre con una grande mostra a cura di Enrico Crispolti e una inedita video installazione di Studio Azzurro.

Lo spazio, ristrutturato su progetto dell’architetto Carlo Jacoponi, ospiterà iniziative di vario genere, dalle arti visive all’enogastronomia. 

MUSIA nasce in luogo-simbolo per la famiglia Jacorossi: Via dei Chiavari 7, dove il nonno Agostino iniziò nel 1922 l’avventura imprenditoriale con un piccolo negozio di carbone. 

Lo spazio è articolato in vari ambienti disposti su tre livelli e dotati di due ingressi su Via dei Chiavari (al civico 7 e al 9), che comprendono: la Galleria 7, dedicata all’esposizione di opere della collezione Jacorossi, con affaccio sul Cortile cinquecentesco attribuito a Baldassarre Peruzzi; la Cucina (coffee &food); la terrazza interna; il Wine bar; le Sale di Pompeo; la Galleria 9 dedicata invece alla vendita di opere d’arte, fotografia e oggetti di design. L’obiettivo è quello di diventare uno  dei luoghi di riferimento per lo sviluppo della società civile della città.

La mostra inaugurale, dal titolo “Dal Simbolismo all’Astrazione. Il primo Novecento a Roma nella Collezione Jacorossi” verrà allestita nella Galleria 7.  Curata da Enrico Crispolti in collaborazione con Giulia Tulino, presenta circa cinquanta opere della Collezione Jacorossi che ricostruiscono in maniera rigorosa le vicende delle arti plastiche a Roma nella prima metà del Novecento, attraverso opere diversamente significative, di autori noti, da De Carolis, Balla, Martini, a Cagli, Leoncillo, Colla, Afro o piuttosto inattesi, fra cui Bargellini, Edita Broglio, Di Cocco, i Ferrazzi, Janni.

Il progetto espositivo è affiancato da un catalogo, pubblicato da De Luca Editori d’Arte, che contiene i saggi critici di Enrico Crispolti e di Giulia Tulino, le schede delle opere esposte, una conversazione di Ovidio Jacorossi con Paolo Di Paolo, un testo evocativo di atmosfere romane di Marco Lodoli e una testimonianza di Giuseppe De Rita.              

Oltre alla mostra, nel suggestivo spazio delle Sale di Pompeo, situato sui resti dell’omonimo Teatro romano e ideato per ospitare opere site-specific, verrà presentata  la nuova grande video installazione di Studio Azzurro dal titolo IL TEATRO DI POMPEO. Si tratta di un dramma della durata di 18 minuti, dislocato per 4 stanze e 9 schermi. Nelle sale in mattone a vista si sviluppa il dramma dell’assassinio di Cesare. Il visitatore scende alcuni gradini accolto da un affresco animato, a tema mitologico. Proseguendo incontra un’ambientazione che coinvolge un grande tavolo e tutte le pareti delle sale in cui si sviluppa la narrazione. Le grandi finestre-video suggeriscono ambienti esterni, intravisti attraverso una tenda che cela e rivela le silhouette dei personaggi. Il punto di vista del visitatore che esplora le stanze è privilegiato, egli può aggirarsi nella sale e scegliere il proprio punto di visione sino a trovarsi al centro del dramma con un mutamento di tensione scenica: il corpo di Cesare, ormai inerme, cade sotto gli implacabili colpi di pugnale. Un mondo finisce e si dissolve nelle fiamme di un tempo esausto. Persino le statue – testimoni immobili e inerti delle glorie umane – sono travolte dalle fiamme. Solo la lira continua a raccontare la Storia, senza fine, travalicando ogni epoca.

MUSIA offrirà dunque al pubblico un programma annuale di eventi, laboratori, conferenze, presentazioni oltre ad una speciale esperienza enogastronomica, concepita come una naturale contaminazione della creatività dell’arte contemporanea anche attraverso performances. Emblematica, in tal senso, la presenza dello chef Ben Hirst, laureato in storia dell’arte alla Manchester University.    

Il progetto Musia nasce dall’esperienza pluridecennale di una realtà imprenditoriale – il gruppo Jacorossi – e, in particolare, dalla determinazione che da sempre anima Ovidio Jacorossi; l’obiettivo è promuovere l’arte contemporanea, strumento di creatività per la persona e l’impresa, nell’intento di renderla accessibile al maggior numero possibile di fruitori. 

     

 

Ultima modifica il Martedì, 14 Novembre 2017 17:36

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