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Domenica, 21 Febbraio 2016 10:41

Torino: "La città proibita" si svela al MAO grazie alla realtà virtuale

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Al Museo di Arte Orientale la tecnologia di LD Multimedia permette un viaggio in soggettiva nel Palazzo della Suprema Armonia  per 500 anni cuore dell'impero cinese

Un'immagine della ricostruzione virtuale della "Città Proibita" Un'immagine della ricostruzione virtuale della "Città Proibita"

TORINO- Per cinquecento anni è stata il cuore dell'impero cinese. Intorno ai poteri che vi aveveno sede, ruotavano i destini di uno dei più grandi regni che l'umanità abbia mai conosciuto. Avvolta nel mistero e nella riservatezza, ospitava la famigia reale e custodiva tutto i suoi segreti. Ed anche oggi, dopo la Rivoluzione Cinese, è rimane simbolo di un'epoca e meta turistica privilegiata per chiunque si avvicini al fascino della Cina.

Da oggi, fino al 28 marzo, La Città Proibita sarà virtualmente visitabile grazie ad una tecnologia innovativa che permette, grazie ad un particolare paio di occhiali, di visitare in soggettiva sale, saloni e scalinate, giardini e stanze segrete del palazzo imperiale delle dinastie Ming e Quing.

Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco dal 1987, La Città Proibità è "visitabile" grazie ad un progetto in collaborazione tra il museo della Fondazione Torino Musei e la torinese LD Multimedia, leader europea nella produzione di scenari di realtà virtuale, che ha allestito negli spazi di via San Domenico una Virtual Room che permette un’esperienza immersiva alla scoperta del Palazzo della Suprema Armonia.

Con una prenotazione allo 911/443.69.19 si può prendere posizione nell’apposita pedana di contenimento, indossare gli Oculus Rift e cominciare un percorso verso la sala del trono, camminando sul tappeto dell’Elisir dei Nove Draghi, fino al trono imperiale, dove sarà possibile sedersi, per guardarsi intorno dal punto di vista dell’Imperatore.

La LD Multimedia è molto impegnata in progetti di realtà virtuale che permottono di visitare in maniera alternativa luoghi di straordinario interesse culturale: sta collaborando infatti anche a un complesso progetto di Realtà Virtuale col Vaticano.

"Si tratta di una dimostrazione concreta di quanto le innovazioni più ardite possano arricchire la cultura museale e viceversa - ha sottolineato Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Torino Musei di cui il Mao fa parte in occasione della presentazione del progetto - Analoghi progetti verranno sperimentati nei prossimi mesi nelle altre strutture della Fondazione, tra cui Borgo Medievale, Gam e Castello di Rivoli".

Ultima modifica il Domenica, 21 Febbraio 2016 11:49

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