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Giovedì, 11 Maggio 2017 18:18

A Roma il workshop sulla lotta al traffico illecito dei beni d'arte

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L’incontro si è tenuto dal 9-11 maggio 2017 presso la Sede del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale al fine di poter individuare e condividere le migliori best practice in campo internazionale

ROMA - È durato tre giorni il workshop “Investigating cultural property crimes: sharing best practices and enhancing collaboration”, organizzato dall’Homeland Security Investigation (HSI), una divisione dell’Immigration and Custom Enforcement (ICE) degli Stati Uniti d’America, in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC). L’iniziativa, che  ha coinvolto ben 10 Paesi: Austria, Bulgaria, Emirati Arabi Uniti, Germania, Libano, Messico, Perù, Regno Unito, Spagna e Svizzera, è nata dalla sinergica e proficua collaborazione instaurata da HSI e TPC che, specie negli ultimi anni, ha permesso il recupero e la restituzione di numerosi beni d’arte illecitamente esportati dall’Italia e commercializzati negli USA. 

Scopo dell’incontro è stato quello di riunire funzionari, provenienti da diversi Paesi e appartenenti alle istituzioni coinvolte nella lotta al traffico illecito (Forze di Polizia, Magistratura, Dogane), al fine di condividere l’esperienza maturata sul campo e discutere alcuni recenti casi di contrasto alle attività criminali. Tra questi, è stata analizzata, in particolare, la rapina dei 17 capolavori al Museo di Castelvecchio e sono state esaminate le soluzioni adottate per superare le criticità emerse nel corso delle indagini. 

I Paesi che hanno aderito all’iniziativa sono coinvolti, a vario titolo, nella lotta al traffico di beni culturali. Ognuno, a seconda del ruolo ricoperto o che, potenzialmente, può rivestire nella lotta a questo importante fenomeno criminale, è intervenuto al workshop, portando con sé la propria esperienza e il proprio modo di avvertire e affrontare il problema “traffico illecito”, anche quale fonte di finanziamento delle organizzazioni terroristiche.

Tutti uniti dunque nella lotta alle aggressioni al patrimonio culturale che alimentano il relativo traffico. E’ questo il messaggio che si intende trasmettere anche nelle attività di sensibilizzazione alla cultura della legalità.

In qualità di relatori, oltre ai Carabinieri del TPC, sono intervenuti magistrati, funzionari degli enti di controllo doganale, analisti, ed esperti del settore italiani e statunitensi.

Durante il seminario è stato effettuato, altresì, uno stage sul campo, in materia di repressione degli scavi clandestini, presso l’area archeologica della Banditaccia di Cerveteri.

L’evento, primo nel suo genere, è stato l’inizio di una serie d’iniziative addestrative che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale sta organizzando in favore di quei Paesi che vorranno accettare la sfida per la tutela del patrimonio più prezioso: la cultura.

Il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e l’HSI Attaché Armando Astorga

Il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e l’HSI Attaché Armando Astorga

Foto di gruppo dei partecipanti al workshop 

Chiostro della Caserma “La Marmora” in Roma, sede del seminario

Foto di gruppo dei partecipanti al workshop 

Chiostro della Caserma “La Marmora” in Roma, sede del seminario

Ultima modifica il Giovedì, 11 Maggio 2017 18:22


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