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Sabato, 18 Marzo 2017 15:41

Inaugurata a Tunisi la nuova sede della "Scuola Archeologica Italiana di Cartagine" (Saic)

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La cerimonia è avvenuta al termine del seminario dal titolo "Archeologia e conservazione del patrimonio di Cartagine: lo stato dell'Arte e le prospettive della cooperazione tunisina-italiana”, che è stato l’occasione per fare il punto sulla collaborazione tra Italia e Tunisia nel settore archeologico

TUNISI - Il 17 marzo è stata inaugurata a Tunisi la nuova sede della "Scuola Archeologica Italiana di Cartagine" (Saic), presso l'Agence de Mise en Valeur du Patrimoine et de Promotion Culturelle, che ospita al suo interno la Biblioteca Sabatino Moscati. La Biblioteca conserva cura 6mila volumi donati dalla famiglia del noto studioso, specializzata in Archeologia, Scienze dell'Antichità e Tecnologie applicate ai Beni Culturali e Storia dell'Arte. 

La Scuola Archeologica Italiana di Cartagine è un progetto realizzato d'intesa con l'Istituto di studi sul Mediterraneo antico del CNR italiano e punta a diventare un punto di riferimento per gli studiosi di archeologia di tutto il Mediterraneo. La cerimonia è avvenuta al termine del secondo seminario italo tunisino, che si è tenuto all'Istituto Italiano di Cultura, dal titolo "Archeologia e conservazione del patrimonio di Cartagine: lo stato dell'Arte e le prospettive della cooperazione tunisina-italiana”. Il seminario è stata l’occasione per fare il punto sulla collaborazione tra Italia e Tunisia nel settore archeologico. I due Paesi infatti sono legati da relazioni profonde e storiche, che hanno risentito dei fatti tragici che hanno colpito il paese nordafricano nel 2015. 

Raimondo De Cardona, ambasciatore italiano a Tunisi, aprendo il convegno ha infatti dichiarato: "Abbiamo tutti sofferto i fatti del Bardo e gli attacchi del 2015. Anche l'archeologia ha sofferto perché i sei siti archeologici curati da Università italiane e finanziati dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale hanno dovuto interrompere o rallentare le attività di scavo, verifica e studio. Lavoriamo alacremente per arrivare ad uno sblocco della situazione ma intanto vi ringrazio per la vostra opera e per essere qui”.

Ultima modifica il Sabato, 18 Marzo 2017 15:46

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