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Martedì, 21 Febbraio 2017 15:56

Marino. Una strada romana sotto il Mc Donald's, nasce un piccolo museo archeologico. Foto

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Il progetto di valorizzazione è stato finanziato da McDonald’s Italia con 300mila euro. I lavori per la realizzazione del ristorante e dell'area espositiva si sono svolti sotto la direzione tecnico-scientifica della Soprintendenza dell’area metropolitana di Roma

MARINO (ROMA) - È stata inaugurata, il 21 febbraio, l’area archeologica rinvenuta nel corso dei lavori per la realizzazione di un ristorante McDonald’s sulla via Appia, in località Frattocchie (Marino). Sono intervenuti il sindaco di Marino, Carlo Colizza, la soprintendente per le Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l'Etruria Meridionale, Alfonsina Russo, l’amministratore di McDonald’s, Mario Federico e il consigliere regionale, Simone Lupi.

Durante le fasi preliminari per la realizzazione del ristorante, nel 2014, è stato infatti riportato alla luce un “diverticolo” della consolare Appia. Dal momento della scoperta i lavori sono quindi proseguiti sotto la direzione tecnico-scientifica della Soprintendenza dell’area metropolitana di Roma, si è così arrivati al recupero di un tratto di strada di 45 metri, fiancheggiato da sepolture. 

Dopo due anni di scavi e di lavori è stato realizzato un progetto di valorizzazione, finanziato per 300mila euro da McDonald’s Italia, che ha portato alla nascita di uno spazio museale proprio sotto il livello del ristorante, con un percorso arricchito di pannelli didattici. Inoltre una struttura in vetri “a ponte” ha permesso l’integrazione del tratto viario con il ristorante, consentendo di vedere dal pavimento parte dell’antica strada sottostante. 

“Si è trattato di un esempio positivo di commistione tra pubblico e privato” - ha sottolineato il sindaco Colizza - “in cui si è riusciti a coniugare perfettamente l’attività imprenditoriale con il rispetto e la valorizzazione della storia e dell’archeologia”. “Mi auguro che questa attività - ha continuato Colizza - possa essere un esempio”. 

La soprintendente Russo ha quindi spiegato che questo “diverticolo”, una sorta di deviazione della via consolare, che probabilmente conduceva verso una grande villa, un grande possedimento di qualche notabile romano, è databile tra il  II e il I secolo a.C. La strada sarebbe andata successivamente in disuso tra il II e il III secolo d.C., periodo a cui risalgono le sepolture rinvenute nel canaletto di scolo laterale, destinato appunto a raccogliere le acque reflue. “E’ stata una grande sorpresa nel 2014 questo ritrovamento, per cui si è deciso immediatamente con Mc Donald’s Italia di valorizzare questo luogo importante che altrimenti sarebbe nuovamente caduto nell’oblio. Si tratta di un luogo importantissimo - ha rimarcato la soprintendente - a poca distanza dalla via Appia, perfettamente conservato. Sono stati gli archeologi Andrea De Angelis e Pamela Cerino - ha ricordato la dott.ssa Russo - che nei due anni hanno lavorato con grande perizia a questo sito per ricostruire una storia millenaria. Queste strade sono state attraversate dai grandi dell’antichità. In questa zona venne costruito il Circo di Tiberio e qui sono passati Orazio e San Paolo. Oggi questa storia importante si legge dunque sotto i nostri piedi. Grazie a questo progetto che prevede un itinerario per adulti e per bambini tutti potranno avvicinarsi a questo patrimonio e scoprire la storia di questo sito, dove sorgeva l’antica Castrimenio e poi Bovillae. E’ stato un lavoro intenso - ha concluso la soprintendente - ma efficace, l’obiettivo è stato raggiunto”.

Dunque scendendo sotto il ristorante-museo si può percorrere il tratto di strada realizzata a “schiena d’asino”, larga due metri e dieci, quindi esattamente la metà di strade più importanti come l’Appia. Qui sono ancora visibili i solchi delle ruote (di legno, rivestite di ferro) dei carri e in particolare i calchi dei tre scheletri ritrovati all’interno della canaletta laterale di scolo, dove furono sepolti quando la strada era ormai defunzionalizzata. L'abbandono della strada si data infatti proprio grazie a queste sepolture. “La datazione - spiega infatti l’archeologa Pamela Cerino - è stata resa possibile grazie al rinvenimento di un altro scheletro dalla parte opposta dell’Appia Nuova che presentava una copertura di tegole bollate e quindi perfettamente datate e una moneta sotto la lingua, che rappresentava ‘l’obolo per Caronte’, ovvero per far traghettare il defunto dal mondo dei vivi al mondo dei morti”.

L’Ad di Mc Donald’s Italia, Mario Federico ha voluto sottolineare questo esempio “virtuoso” di convivenza tra antichità e modernità nel rispetto del territorio. Si tratta inoltre, ha specificato ancora Federico, di un unicum almeno per quanto riguarda Mc Donald’s, in quanto è la prima volta in Italia e nel mondo che si realizzi una soluzione di questo genere, “un luogo in cui attraverso il passato si guarda al futuro”

Il museo è indipendente dal ristorante, è gratuito e rispetta gli stessi orari degli altri luoghi di cultura. 

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Febbraio 2017 09:44


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