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Domenica, 15 Gennaio 2017 21:38

Penone, Roma lo celebra

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Una mostra al Palazzo della Civiltà italiana all'Eur, una personale alla Gagosian Gallery e un'installazione a via del Corso: da gennaio nella capitale è "febbre" scultura

ROMA  - Penone alla conquista di Roma. Una grande mostra negli straordinari spazi di Zendi al Palazzo della Civiltaà italiana all’Eur, una personale dall’ultra chic Gagosian e un’installazione di sicuro effetto al centro di Roma, nella trafficatissima via del Corso, proprio davanti all’altro palazzetto targato Fendi. Tutto ormai in dirittura d’arrivo: l’inaugurazione di “Matrice”, la mostra all’Eur curata da Massimiliano Gioni, sta per inaugurare. Dal 27 gennaio al 16 luglio, presenterà una selezione di opere storiche e altre realizzate appositamente per gli spazi romani.

In Largo Goldoni, invece, Foglie di pietra, cioè due alberi in bronzo alti 9 e 18 metri, spiccheranno in un blocco di marmo da 11 tonnellate a richiamare l’attenzione su quanto sta contemporaneamente accadendo al Palazzo della Civiltà Italiana.

La personale alla Gagosian Gallery di via Crispi, invece, si titolerà “Equivalenze”.Penone utilizza il processo scultoreo per rivelare le corrispondenze tra il corpo e la natura - spiegano dalla Galleria Gagosian -. Forme di terracotta modellate nel pugno dell'artista contengono l'impronta della sua energica presa. Penone le ha fissate su piastre di metallo dove l'ossidazione riproduce il contatto della pelle con la superficie. Questa ripetizione di segni dà vita ad una vivace astrazione che richiama le ombre tremolanti di una pianta rigogliosa o le macchie intermittenti di un paesaggio fauve: una zona di confine tra natura e arte. Per l'opera Equivalenze (2016), Penone ha realizzato il calco in gesso di alcune parti di un albero, facendone poi una fusione in bronzo. Dalle radici emerge una spirale antropomorfa di corteccia che si trasforma in figura di fronte alla sua controparte vegetale, in un'equivalenza di forme tra il vuoto dell'albero e il vuoto della persona. Penone considera questi incontri come gesti vegetali. Nelle sue mani la forma umana viene liberata dall'albero e l'albero, a sua volta, rivela i tratti viscerali del corpo. Attraverso la scultura, Penone svela l'anima delle cose, creando un legame tra l'essenza della natura e la percezione del gesto umano”.


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