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Mercoledì, 21 Settembre 2016 12:40

Scalinata di Trinità dei Monti, il 22 settembre la riapertura dopo i lavori di restauro

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Appello dello storico dell’arte Claudio Strinati e di molti intellettuali affinché la Scalinata sia vissuta ma le soste siano regolate e sia escluso l’utilizzo della parte centrale per sedersi e sostare

ROMA - Si sarebbe dovuta tenere il 21 settembre la presentazione dei lavori di restauro della Scalinata di Trinità dei Monti e la conseguente riapertura al pubblico, invece a causa del maltempo, l’evento è stato posticipato a mercoledì 22 alle ore 11. 

Nel frattempo è arrivato l’appello di molti intellettuali che chiedono una regolamentazione delle soste sulla celebre scalinata di Piazza di Spagna, restaurata grazie al finanziamento di un milione di euro della Maison Bulgari. Il timore è infatti la ripresa dei bivacchi illimitati e degli schiamazzi incontrollati. 

A sostenere la necessità di alcune regole è in particolare Claudio Strinati, storico dell’arte ed ex sovrintendente a Roma, in un documento, diffuso dal presidente dell'Associazione Via Condotti, Gianni Battistoni e che è stato sottoscritto da alcune personalità del mondo della cultura, dell'arte e delle attività produttive. Tra i firmatari troviamo: Roberto Wirth, Umberto Galimberti, Massimiliano Fuksas, Masolino D'Amico, Dante Ferretti,Paolo Giorgi, Bedy Moratti, Jas Gawronski, Michele Dall'Ongaro, Adriana Asti,Gianni Rivera, Anna Fendi,Giorgio Ferrara e Lucio Villari.

Spiega appunto Strinati: “La scalinata deve essere vissuta, ma non può essere utilizzata come fosse l'uscita di uno pseudo pub irlandese all'italiana, dove si beve, ci si ubriaca, si schiamazza, si molestano le persone tra loro, si fanno i propri bisogni corporali e si rompono spesso e volentieri gli arredi urbani che abbiano la disgrazia di trovarsi nei dintorni". "Certo non si propone qui - aggiunge lo storico dell’arte - di riprodurre i divieti della Spagna franchista (visto che siamo a piazza di Spagna) per cui non ci si poteva riunire in più di poche persone pena l'arresto”. Strinati sostiene che debba essere escluso a priori l'utilizzo della parte centrale della Scalinata per sedersi e sostare. Può e deve essere invece consentito nelle parti laterali e nelle due piazze lungo la salita ma senza riempire integralmente i gradini impedendo così a chi cammina di passare. “Il vincolo forse già esiste -  rimarca Strinati - Ove ciò fosse deve essere applicato. Ove non esista e vi siano le condizioni giuridiche, si applichi. Ove la proprietà pubblica inibisca l’apposizione del vincolo venga allora la Scalinata regolamentata con norme di disciplina urbana apposite e venga vigilata da vigili urbani. Certo, si dirà, è una utopia, ma a ben vedere non è utopistico che la nuova amministrazione capitolina ripristini la tipologia dei servizi di vigilanza su Ville, palazzi e transiti pubblici di rilevante interesse e qualità storica, un servizio che esisteva al tempo della nostra infanzia e funzionava pure. Non è impossibile, e l'amministrazione romana appena insediata - conclude Strinati - potrebbe individuare in questa riattivazione di funzioni un nobile e sacrosanto obbiettivo”.

Sulla questione relativa alla tutela della scalinata è intervenuto questa mattina anche Vittorio Sgarbi ai microfoni di Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università Niccolò Cusano. Il critico ha dichiarato: “Occorre prendere coscienza che quella non è una scala mobile o un luna park, su cui buttare cicche di sigarette e gomme da masticare. Bisogna che l'uso di quella scalinata sia solo per chi è consapevole che si trova in un luogo monumentale. Molti che si trovano su quella scalinata non capiscono quanto sia un monumento di urbanistica e di architettura. E' normale che ci sia ansia per tutelarla. L’idea di mettere una cancellata è ridicola, sarebbe come sequestrare la scalinata. Il giusto compromesso, a mio avviso, sarebbe far pagare un euro a tutti quelli che si siedono sulla scalinata. Un euro simbolico, che un esattore delle tasse viene a riscuotere da chiunque si siede lì sopra, che faccia riflettere chi ci si siede sul fatto che in quel momento ci si trova in un luogo unico mondo. Dovremmo esserci un accesso a pagamento: tu arrivi lì e paghi un euro. Si potrebbe immaginare a una piccola tassa destinata ai restauri per la città. Come quando si buttano denari nella fontana di Trevi, solo che in questo caso serve un esattore che lo esige. Un euro lo pagherebbe chiunque per sedersi su Trinità dei Monti, sarebbe un buon compromesso".

Ultima modifica il Giovedì, 22 Settembre 2016 10:27


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