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Venerdì, 13 Maggio 2016 17:47

Pippa Bacca arriva al carcere di Rebibbia

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Un'artista fuori dal comune, un libro che racconta la sua vita e la sua morte, una scrittrice che vuole condividerlo con i detenuti del carcere romano. Un appuntamento insolito, lunedì 16 maggio, tra Giulia Morello e i carcerati dell'istituto penitenziato chiamati a raccontare cosa pensano dell'artista uccisa in Turchia nel 2008

Pippa Bacca durante Spose in Viaggio fa l’autostop verso Sofia (Bulgaria), marzo 2008 Pippa Bacca durante Spose in Viaggio fa l’autostop verso Sofia (Bulgaria), marzo 2008

ROMA - La Direzione dell'Istituto Penitenziario di Rebibbia ha invitato l'autrice Giulia Morello a raccontare la storia di Pippa Bacca (l’artista milanese uccisa in Turchia nel 2008, durante la performance Brides on Tour), lunedi 16 maggio alle ore 10 attraverso la presentazione del libro edito da Castelvecchi, dal titolo: “Sono innamorata di Pippa Bacca. Chiedimi perché!”.

Non sarà una presentazione canonica, saranno infatti i detenuti a presentare il libro che hanno già avuto modo di leggere. L'idea è stata della stessa autrice che si occupa da molti anni del tema delle carceri. Il suo primo libro “Schena contro Schiena” (2004) è ambientato nel centro di prima accoglienza penale minorile di Roma.

Insieme all'autrice, interverranno Rosalia Pasqualino di Marineo, sorella di Pippa Bacca, Marta Bonafoni, consigliera regionale, Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi, Valentina Lodovini, attrice, Mimosa Martini, giornalista

Il titolo del libro riprende una spilla, prodotta dalla stessa Pippa in grande formato e quantità, e distribuita agli amici, per cercare di conquistare un ragazzo che non l’amava.

Giulia Morello, regista e scrittrice romana, rimane colpita dalla notizia della tragica scomparsa di Pippa, nel marzo 2008, durante il Viaggio delle Spose. Un viaggio-performance che avrebbe dovuto portare l’artista da Milano a Gerusalemme in autostop, attraverso paesi dove ancora sono visibili i segni di recenti conflitti, vestendo solo e sempre un abito da sposa, creato appositamente; nelle tappe del viaggio, organizzate in anticipo, Pippa svolgeva un’altra performance, la Lavanda dei piedi alle ostetriche locali, omaggio a chi fa nascere la vita. Simbolismo positivo quindi di gioia e vita (lo sposalizio e la maternità) in paesi dove la guerra ha portato dolore e morte. Ma dopo Istanbul il viaggio si ferma: Pippa viene violentata e uccisa da un balordo locale.

L’opinione pubblica si divide tra gli accusatori e i sostenitori, ma come spesso capita, la cronaca fa il suo mestiere ma è troppo veloce; ad entrambe le “fazioni” manca il tempo per approfondire.

Otto mesi dopo la morte di Pippa, Giulia contatta la famiglia e inizia una lavoro di ricerca, perché vuole capire prima di tutto e poi raccontare chi era questa artista, cosa faceva, e il senso del suo poetico ultimo viaggio. Proprio dalla ricerca stessa nasce questo libro, che non è una biografia, ma mette insieme molti tasselli del “mosaico” Pippa. Giulia, semplicemente, conduce il lettore sulla stessa strada che ha percorso lei, attraverso gli incontri, le testimonianze e le esperienze – perché per capire a volte bisogna vivere le situazioni e non solo farsele raccontare – che la avvicinano al mondo di Pippa. E racconta così una storia forse incredibile, ma assolutamente vera.

Pippa Bacca (vero nome Giuseppina Pasqualino di Marineo) nasce a Milano il 9 dicembre 1974, terza di due sorelle, alla quale a breve se ne aggiungono altre due. Le cinque sorelle verranno da Pippa unite anni dopo sotto il nome e simbolo de “Il Neurone”. Poiché i genitori si separano presto, Pippa cresce in questa famiglia tutta al femminile, dove spesso si fanno viaggi avventurosi, forte è il senso dell’ospitalità e tanti gli amici. Nel 1987 la mamma porta le figlie a fare a piedi il Cammino di Santiago, pellegrinaggio alla tomba dell’apostolo Giacomo in Spagna e da lì la famiglia crea un forte legame con il mondo pellegrino. Pippa va a scuola al liceo classico, ma una volta diplomatasi invece di continuare gli studi parte e trascorre un anno in Irlanda. Tornata inizia ad interessarsi più attivamente al mondo dell’arte mentre trova alcuni impieghi per mantenersi.

Nel 1995 le sue prime opere e nel 1999 la sua prima mostra personale “Angeli: vita, morte, miracoli” alla Galleria Slobs di Milano. La tecnica usata prevalentemente è il ritaglio oppure la “performance” spesso al limite tra arte e vita reale e molti e vari i temi affrontati negli anni di ricerca e produzione artistica. Pippa è sportiva e amante soprattutto del nuoto e dell’acqua, bravissima ballerina in particolare di danze popolari, appassionata d’opera e frequentatrice assidua della Scala e del suo mondo, un grande amore per i bambini e per i viaggi, quasi sempre in autostop. Si interessa anche di lettereatura, di cinema, della montagna, del canto e delle feste. Con energie straordinarie, riesce a dedicare tempo a tutto ciò che le interessa, oltre che alla realizzazione delle sue opere e la loro esposizione. Partecipa in molte occasioni a mostre sia collettive (più di 30) che personali (circa 15), soprattutto a Milano e in Italia. Nel 2006 crea virtualmente la Fondazione Pippa Bacca con la quale organizza tre esposizioni, curate da Eva Adamovich, “avvenente vedette” (e suo alter ego...).

L’8 marzo 2008 Pippa parte per il viaggio-performance Spose in viaggio, in autostop vestita da sposa per attraversare paesi dilaniati da recenti conflitti, portando un messaggio di amicizia e di unione; nelle tappe principali del viaggio, lava i piedi alle ostetriche locali, come omaggio a chi aiuta la vita a nascere.

Pippa, la cui arte è profonda e leggera, vola via da questa terra il 31 marzo 2008, violentata e uccisa appena fuori Istanbul.

 

Ultima modifica il Venerdì, 13 Maggio 2016 18:26


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