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Venerdì, 22 Gennaio 2021 13:56

Galleria dell’Accademia di Firenze, acquisito un dipinto di Nardo di Cione confiscato dai Carabinieri TPC

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Il dipinto, una tempera e oro su tavola, è stato definitivamente assegnato alla Galleria lo scorso dicembre. A renderlo noto lo stesso museo diretto da Cecilie Hollberg

FIRENZE - La Galeria dell’Accademia di Firenze ha acquisito  una nuova opera, il "Cristo Benedicente", attribuita al pittore Nardo di Cione (Firenze, 1320-1366), confiscata dal Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
“Grazie alla rinnovata collaborazione con il Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - ha commentato la direttrice del Museo, Cecilie Hollberg - un prezioso fondo oro, raffigurante il Redentore nell'atto di benedire, arricchisce le collezioni del nostro museo di un'ulteriore opera dei fratelli di Cione che documentano il notevole livello qualitativo della pittura fiorentina del Trecento. La Galleria dell'Accademia conserva già lo splendido trittico della Trinità di Nardo di Cione".

Il "Cristo Benedicente" di Nardo di Cione, considerato uno dei maggiori esponenti dell'arte fiorentina della metà del XIV secolo, nonostante la cornice da dipinto autonomo con la quale è giunto in Galleria, era parte di un polittico, situato al culmine della pala centrale. Al momento l'opera è sottoposta ad un'accurata analisi della storia conservativa e ad uno studio da parte dello staff della Galleria. La tavoletta appare in buono stato di conservazione, presenta piccoli e diffusi restauri pittorici, mentre la parte alta è un rifacimento con aggiunta di supporto ligneo.

L'opera era di proprietà di una nota Congregazione religiosa e custodita presso la sede romana, dove, nel 2003, con una procedura artificiosa, è stata venduta ad un commerciante d'arte. Vista la sua importanza, nel contratto di acquisto è stato fatto risultare che il prezioso dipinto era di proprietà privata di uno dei membri della Congregazione, rendendo apparentemente lecita l'alienazione che, diversamente, non sarebbe potuta facilmente avvenire a cura di un ente ecclesiastico, trattandosi di un bene culturale tutelato per legge.

Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e condotte dalla Sezione Antiquariato del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, è stato ricostruito come, l'anno seguente (2004), il dipinto è stato venduto ad un gallerista londinese ed espatriato senza la prevista documentazione. Tali elementi hanno consentito di richiedere alle competenti autorità inglesi, il sequestro dell'opera. Nel frattempo, il Tribunale di Roma ne ha disposto la confisca e a gennaio 2018, il dipinto è stato rimpatriato. Il provvedimento del Tribunale è divenuto esecutivo nel giugno 2019 e, dopo la formale assegnazione da parte del Mibact, sarà presto visibile al pubblico nelle raccolte del museo fiorentino. 

Ultima modifica il Venerdì, 22 Gennaio 2021 14:04


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