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Mercoledì, 20 Gennaio 2021 16:33

Artissima 2020. L’artista Zehra Doğan destina il Premio Carol Rama alla realizzazione di un laboratorio artistico nella città turca di Mardin

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Il Premio è sostenuto dalla Fondazione Sardi per l’Arte. Pinuccia Sardi, colpita dal significativo gesto dell’artista, ha deciso di supportare l’iniziativa incrementando il premio a lei destinato

Zehra Doğan, Kurdistan 2, 2020, On map, acrylic, felt pen, gold paper,150 x 114 cm, courtesy l'artista e Prometeo Gallery Ida Pisani Milano/Lucca Zehra Doğan, Kurdistan 2, 2020, On map, acrylic, felt pen, gold paper,150 x 114 cm, courtesy l'artista e Prometeo Gallery Ida Pisani Milano/Lucca

TORINO - L’artista Zehra Doğan (Diyarbakir, 1989), vincitrice della prima edizione del Premio Carol Rama sostenuto dalla Fondazione Sardi per l’Arte, partner di Artissima sin dal 2014, ha deciso di destinare l’intera somma del riconoscimento per realizzare un laboratorio artistico nella città turca di Mardin, città da cui è originaria la sua famiglia. 

Il laboratorio artistico sarà destinato a persone di tutte le età, e prende ispirazione da una “casa d’arte” già fondata dall’artista insieme ad alcuni amici nello storico quartiere “Sur” di Diyarbakir e poi distrutta in coincidenza con l’intensificarsi dell’azione repressiva dello Stato turco nei confronti delle popolazioni curde.

L’artista 

Zehra Doğan è co-fondatrice di JINHA, la prima agenzia di stampa curda tutta al femminile. Nel 2016, dopo aver postato su Twitter un disegno in cui reinterpretava sarcasticamente la conquista della città curda di Nusaybin da parte dei turchi, è stata arrestata e incarcerata per incitazione al terrorismo. La reclusione l’ha segnata al punto da convincerla a scegliere l’arte per comunicare con urgenza i suoi stati d’animo.

Zehra Doğan è presentata ad Artissima dalla galleria Prometeo Gallery Ida Pisani di Milano e Lucca.

L’artista è presente nella mostra Stasi Frenetica di Artissima presso il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino con l’opera Kurdistan 2 (2020), dove il suo segno grafico, rapido e cangiante testimonia su grandi mappe l’eredità dell’esperienza del carcere per mezzo di materiali alternativi come tè, sangue mestruale, rucola o succo di curcuma.

Il premio è stato conferito da una giuria internazionale composta da Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, Bart van der Heide, direttore del Museion Museo D’Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano, e Kathryn Weir, direttrice del Museo Madre - Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, con questa motivazione:

La giuria assegna all’unanimità la prima edizione del Premio Carol Rama by Fondazione Sardi per l’Arte a Zehra Doğan, per la straordinaria capacità del suo lavoro di tradurre un’esperienza fortemente contestualizzata, attingendo a molteplici eredità estetiche. In relazione con l’opera di Carol Rama e con l’intenzione del Premio di trasmettere la sua idea non convenzionale di creatività e libertà artistica – fortemente influenzata dalla sua posizione di donna della sua generazione in Italia – la giuria ha trovato una risonanza nell’approccio artistico di Doğan e in particolare nella sua appropriazione strategica di materiali trovati dall’ambiente circostante.

Il Premio Carol Rama

Il Premio Carol Rama è la trasformazione del Premio Sardi per l’Arte Back to the Future, nato nel 2014 dalla partnership di Artissima con la Fondazione Sardi per l’Arte, istituzione privata torinese voluta da Pinuccia Sardi a sostegno dell’arte moderna e contemporanea. La nuova veste del premio prende spunto dal sempre rinnovato interesse di Pinuccia Sardi per Carol Rama, confluito in anni recenti nell’importante sostegno al catalogo ragionato delle opere dell’artista di prossima pubblicazione e nell’acquisto dei beni contenuti nella casa dell’artista. L’appartamento di via Napione 15 a Torino, dove Carol Rama ha abitato e lavorato, ricevendovi personalità e artisti, dagli anni Quaranta fino alla scomparsa nel 2015, è stato nel 2016 riconosciuto dalla Soprintendenza come importante bene culturale nazionale e vincolato come studio d’artista.

La Fondazione Sardi per l’Arte nel 2019 ne ha acquistato dagli eredi l’intero contenuto per poi cederlo in comodato all’Archivio Carol Rama, che attualmente gestisce l’appartamento, affinché la casa studio sia un luogo vivo e vitale di conoscenza e approfondimento dell’opera della pittrice e di scoperta dell’autonomia creativa e concettuale di un'artista che ha sempre rifuggito le etichette e gli stereotipi legati al mondo femminile. Carol Rama nel 1980 scriveva: “Ho ricordato che l’Io artista aveva avuto tanta paura della donna come di un suo doppio sconfortante e inaccettabile”.  

Ultima modifica il Giovedì, 21 Gennaio 2021 11:22


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