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Lunedì, 30 Novembre 2020 18:19

Apriamo i musei, ora più che mai! L’appello di Icom, International Council of Museums Italia, al Governo

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L’Istituzione, che rappresenta tutti i musei del mondo, scrive: “in molte zone d’Italia è di nuovo possibile frequentare negozi e centri commerciali, bar e ristoranti. Si ritiene forse che il 'consumo' di cultura non sia altrettanto necessario per il benessere delle persone e la ripresa produttiva?”

ROMA - Icom, International Council of Museums Italia, ha lanciato un appello scrivendo una lettera a firma di Adele Maresca Compagna, Presidente ICOM Italia, indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, affinché vengano riaperti i Musei. 

“Egregio Presidente del Consiglio, egregi Ministri - si legge - Siamo consapevoli che dovrà passare un po’ di tempo prima che il pubblico internazionale torni a visitare i nostri musei, creando un indotto benefico per l’economia nazionale e locale. Ma è questo che motiva la loro chiusura mentre in molte zone d’Italia è di nuovo possibile frequentare negozi e centri commerciali, bar e ristoranti? Si ritiene forse che il “consumo” di cultura non sia altrettanto necessario per il benessere delle persone e la ripresa produttiva?”

Nelle lettera ci si chiede perché sia possibile fare shopping ma non sia altrettanto possibile “entrare a visitare in tutta sicurezza anche un monumento o un museo. Questione di priorità? Ma i musei non sono (per decreto) servizi pubblici essenziali, indispensabili alla promozione culturale e alla crescita umana e civile?”

“La decisione del secondo lockdown per i luoghi della cultura e dello spettacolo è stata particolarmente dura da accettare  Dopo un periodo di grande impegno e di notevoli sforzi organizzativi e finanziari per assicurare la massima sicurezza al personale e ai visitatori (rigorosamente contingentati), essa è caduta come una doccia fredda a spegnere la speranza di una ripresa che sembrava possibile. E le misure, pur meritorie, del governo per compensare in parte i mancati introiti, e dare un sollievo alle imprese che operano per l’organizzazione di mostre ed eventi, non sono valse a restituire la fiducia agli operatori del settore”.

“I professionisti museali  - continua la lettera - durante la pandemia hanno saputo rimettersi in gioco con abnegazione e creatività interrogandosi sulla loro attuale missione e sugli strumenti disponibili, seguendo corsi di formazione e sperimentando nuove tecnologie, promuovendo soluzioni alternative per avvicinare tutti i cittadini al patrimonio culturale. Con sempre maggiore intensità essi sono oggi orientati all’ascolto dei diversi pubblici, attenti a intercettare e accogliere le sfide di un mondo in rapida trasformazione. Anche per questo sta cambiando la percezione delle comunità nei confronti di queste istituzioni delle quali si comprende ancor più profondamente il ruolo positivo in questo periodo di tristezza e di incertezza per il futuro”.

“I musei  oggi - si sottolinea - sono luoghi sicuri al servizio della società dove tutti i cittadini possono avvicinarsi al piacere della conoscenza trovando conforto alle difficoltà del presente e nutrire, attraverso l’arte e la scienza, il pensiero, l’immaginazione e la creatività”.

ICOM Italia infine invita il governo “a non sottovalutare il contributo importante che i musei, e più in generale la cultura, possono fornire al benessere e alla qualità della vita degli individui e delle collettività”.

 

Ultima modifica il Lunedì, 30 Novembre 2020 18:27


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