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Mercoledì, 25 Novembre 2020 11:26

Milano. Dalle saracinesche chiuse gli artwork di studentesse e alunni IED gridano NO alla violenza di genere. Foto

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“Il design può invadere la città, assumere una fisicità e un movimento che possono cambiare la percezione di un luogo”

EMANUELA ROSSI, P.LE CORVETTO EMANUELA ROSSI, P.LE CORVETTO

MILANO - Quando la saracinesca di un’attività si abbassa, la lotta alla violenza resta. Anzi, si fa più forte. Era partito con questo messaggio e obiettivo, nell’estate dell’estrema periferia milanese, lo scorso giugno, il progetto di sensibilizzazione sulla violenza di genere attraverso la Street Art che l’Associazione Libere Sinergie ha condotto, sotto il coordinamento di Martina Sironi, con un team di studentesse, Alunni e docenti IED Milano. 

Il progetto 

Si tratta di una iniziativa che punta a usare gli elementi di arredo urbano - muri, saracinesche, panchine - in chiave di sensibilizzazione e che giunge ora al culmine in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre: le giovani e i giovani designer hanno messo a disposizione della causa la loro creatività e capacità progettuale disegnando artwork a tema su 16 saracinesche di vari punti della città, abbracciando tutti i municipi milanesi. Altre quattro opere sono già in programma per essere realizzate nei prossimi mesi.

Attraverso i lavori creativi e la collaborazione dei cittadini (negozianti, artigiani e privati che hanno messo a disposizione le loro saracinesche su strada) Milano può vantare adesso un vero e proprio percorso riconoscibile di luoghi sensibili al tema della violenza contro le donne, con l’obiettivo di raggiungere con il linguaggio universale delle immagini e dei colori il maggior numero di persone possibile tra genitori, cittadini, lavoratori e turisti, con un occhio particolare verso giovani e giovanissimi, per contrastare ogni violenza di genere e promuovere il rispetto. 

È possibile incontrare questi luoghi attraversando la città dalle sue quattro estremità: dalla prima saracinesca in ordine cronologico realizzata nella periferia Sud (Le Terrazze, nei pressi del Gratosoglio) a Greco Pirelli, passando per l’area NoLo; da Corvetto fino alla Ghisolfa, passando per le più centrali zone di Porta Ticinese, Crocetta, Corso XXII Marzo, Paolo Sarpi, Isola e City Life. 

Coordinatori per IED della realizzazione delle saracinesche sono stati i docenti Giuseppe  Liuzzo e Davide Sottile che hanno contribuito anche loro con una saracinesca. Le studentesse autrici degli altri disegni sono Suzan Amato, Erika Caffo, Margherita Caspani, Francesca Cassani, Chiara Colturi, Sara Del Giudice, Maddalena Pavanello, Giulia Rosa, Emanuela Rossi, Elisa Scuderi, Alessia Sparacino, Giorgia Tosi, Mariarita Vittorioso.

“Associamo spesso le arti visive alla pubblicità dimenticandoci del grande ruolo che possono e devono ricoprire nel creare un ambiente sociale migliore - commenta Liuzzo, Coordinatore del Corso Triennale di Graphic Design IED Milano - Il progetto AmAbilità ha fatto capire alle nostre studentesse e ai nostri studenti che il Design non si fa solo davanti ai computer ma che può invadere la città, assumere una fisicità e un movimento che possono cambiare la percezione di un luogo e aiutare a comprendere tematiche complesse come la violenza di genere. Sporcarsi le mani non solo di colore ma soprattutto di valore. Creare immagini che, anche se non saranno la soluzione, possano diventare un dito puntato verso questa. Cercare la ragione e il dialogo con forme e colori finché non si vivrà in una società libera dalla violenza e dalla paura. Perché, in fondo, il Design non è altro che intelligenza resa visibile”.

“Questo progetto - spiega Martina Sironi, che ha ideato il progetto AmAbilità - è un concentrato d’amore: c’è l’amore di chi lo realizza, di chi mette a disposizione la propria saracinesca, di chi lo supporta; c’è amore nei messaggi dipinti sulle saracinesche; c’è l’amor proprio e l’amore nei confronti del prossimo. E infine anche l’amore per l’ambiente, grazie alla scelta dei materiali. In varie forme c’è  l’amore, che è tutto ciò che nella violenza, qualsiasi forma essa abbia, manca. L’amore è il tema e il fine, soprattutto perché c’è chi non sa amare o non sa amarsi.”

Per amplificare il concetto di rispetto e cura, estendendolo anche all’ambiente che circonda, nel realizzare le opere sono stati utilizzati solo gli smalti eco-sostenibili di Capoverde Bio. Il progetto AmAbilità di Libere Sinergie è finanziato e patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Pari Opportunità. Si ringrazia per il supporto l’Associazione culturale Another Scratch in the Wall. 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Novembre 2020 11:36


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