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Lunedì, 24 Agosto 2020 18:45

Musei. Schmidt: “con sistema agile grandi potenzialità di crescita economica per la cultura”

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Lo ha affermato il direttore degli Uffizi intervenendo a Sky Tg24, specificando che gli introiti attualmente sono basati soprattutto sulla bigliettazione, mentre anche altri campi potrebbero essere messi a frutto

FIRENZE - Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, intervenendo a Sky Tg24 sul tema dell'economia della cultura, ha spiegato che “dopo una fase di grande crescita i musei statali italiani si sono stabilizzati lo scorso anno intorno ai 55 milioni di visitatori, dei quali quasi il 10% nei musei afferenti alle Gallerie degli Uffizi; gli introiti sono basati soprattutto sulla bigliettazione, mentre anche altri campi potrebbero essere messi a frutto. C'è uno studio della Boston Consulting secondo cui già con le strutture esistenti si potrebbe arrivare a 600 milioni l'anno; rendendo i musei più agili e imprenditoriali si potrebbe andare ben oltre e generare oltre un miliardo l'anno. Siamo già sulla buona strada”. 

Secondo Schmidt oltre la bigliettazione ci sono aree molto redditizie non ancora sfruttate pienamente, “penso all'e-commerce, al licensing, al merchandising, che da noi finora esiste solo in forme più modeste”. - Ha specificato il direttore - “Questi servizi invece non sono contemplati dalla nostra normativa in merito, che risale in definitiva al 1992, quando al museo si vendevano al massimo guide e cartoline, e la vendita online non esisteva".

Altro aspetto fondamentale, a detta di Schmidt, è la territorializzazione delle responsabilità. “In questo senso i musei statali in Umbria - ha continuato il direttore degli Uffizi - sono un modello molto virtuoso, perché sono organizzati come un unico grande museo diffuso. Sarebbe un modello molto utile anche per le altre regioni d'Italia, perché favorisce uno sfruttamento complessivo delle collezioni, semplificando la redistribuzione del patrimonio artistico (e delle risorse) nelle regioni”. 

Infine Schmidt ha aggiunto:  "Dalla seconda guerra mondiale in poi i territori furono depauperati di molte opere d'arte, per spostarle nei centri e spesso nei depositi dove nessuno le vede questo segue la logica dell'ultima fase della società industriale; ma ora, nella nostra società digitale, i piccoli borghi possono diventare attrattori per un turismo virtuoso e green e dunque è arrivato il momento di riportare le ricchezze artistiche ai loro luoghi di origine".

Ultima modifica il Lunedì, 24 Agosto 2020 18:48


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