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Lunedì, 20 Luglio 2020 11:56

Si è spenta Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fai. Una vita dedicata all’arte e all’ambiente

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L'imprenditrice è morta il 19 luglio, all’età di 97 anni, a Milano. A comunicarlo in una nota è stato lo stesso Fondo Ambiente Italiano di cui era attualmente Presidente Onoraria

MILANO - Giulia Maria Crespi è morta a Milano all'età di 97 anni. A rendere nota la sua scomparsa è stato il Fai - Fondo Ambiente Italiano -  di cui Crespi è stata fondatrice e Presidente Onoraria. 

Un “evento che segna un momento cruciale nella storia della Fondazione - scrive il Fai -  e vena di infinita tristezza l'animo del Consiglio di Amministrazione, del Comitato dei Garanti, della struttura operativa e delle Delegazioni del Fai che a lei con unanime riconoscenza dedicano il più commosso tributo. La chiarezza del suo insegnamento, il solco tracciato, lo stile e l'entusiasmo infuso in qualsiasi cosa facesse indicano senza incertezze la strada che il Fai è chiamato a seguire per il Bene del Paese, fissata nella missione che lei stessa contribuì a definire".

Giulia Maria Crespi era nata a Merate (Lecco) il 6 giugno 1923 da una importante famiglia di cotonieri lombardi, proprietari del "Corriere della Sera". Era stata sposata due volte: con il conte Marco Paravicini, padre dei suoi gemelli Aldo e Luca, morto in un incidente dopo 4 anni di matrimonio, nel 1956; con l'architetto Guglielmo Mozzoni (1915-2014). Recentemente aveva perso il figlio Aldo Paravicini, 65 anni, in un tragico incidente avvenuto alle Cascine Orsine, l'azienda agricola di famiglia, a Bereguardo (Pavia).

Dal 1960 aveva iniziato ad occuparsi del "Corriere della Sera" per uscire poidal Cda nel 1974. Dal 1965 al 1975 ha svolto una lunga attività in Italia Nostra. Nel 1975 fonda con Renato Bazzoni il Fai (Fondo per l'Ambiente Italiano) di cui era oggi presidente Onorario. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in tutta Italia, tra cui dal Presidente Ciampi l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Per Einaudi ha pubblicato l'autobiografia "Il mio filo rosso" (2015).

"Essendo stata educata secondo i sani e severi principi della borghesia lombarda in base ai quali 'chi ha avuto molto, deve dare molto', frase che - sottolinea il Fai - Giulia Maria amava ripetere, conosceva, apprezzava e stimolava, da sempre praticandolo in prima persona, il ruolo che il volontariato svolge nella Società civile, sostenendo e incoraggiando l'importante azione che le Delegazioni del Fai hanno svolto e svolgono, a fianco della struttura operativa, per la maturazione e la crescita della Fondazione. Pur essendo di carattere forte e imperativo Giulia Maria Crespi ha sempre fortissimamente creduto nel lavoro di squadra come unica possibilità per ottenere risultati seri e duraturi".

"La cura e la salute della Terra come fondamento per la salute dell'Uomo, lo strenuo impegno per una agricoltura senza veleni, insegnata e praticata nella sua grande azienda agricola della Zelata sulle rive del Ticino (è stata tra i fondatori dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica) e la passione per la tutela dell'Ambiente, inteso nel suo inscindibile legame con la Storia - conclude il Fai - sono stati i temi che, insieme alla grande attenzione per il mondo della scuola, hanno guidato la sua attività, come sempre instancabile e generosa, nell'ultimo decennio della sua vita".

"Con tristezza apprendo della scomparsa di Giulia Maria Crespi  - dichiara il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini - una grande donna italiana che ha dedicato la propria vita all'impegno civile e al volontariato fondando nel 1975 il Fondo ambiente italiano. Grazie alla sua intuizione, anno dopo anno, migliaia di italiani si sono impegnati con energia e competenza a difesa del paesaggio e del patrimonio storico-artistico”. "In questa triste giornata -  conclude Franceschini -  nello stringermi ai familiari e ai tanti amici del Fai, voglio esprimerle un sincero e commosso ringraziamento per aver portato anche nel nostro paese un modello di partecipazione che ha mostrato negli anni come pubblico e privato, insieme, possono collaborare ed essere alleati, nello spirito costituzionale, per la valorizzazione e tutela del patrimonio culturale”. 

Anche Italia Nostra ricorda Giulia Maria Crespi "non soltanto per il suo impegno diretto nell'associazione a partire dagli anni '60 a fianco della sezione di Milano e a stretto contatto con gli studenti per progetti educativi ma anche e soprattutto per la condivisione dei valori e la costante vicinanza nel tempo".  Giulia Maria Crespi -  prosegue la nota di Italia Nostra - è stata infatti "sostenitrice affettuosa, operativa e fattiva dell'associazione nel corso degli anni e alla sua grande dedizione nell'opera di tutela del patrimonio sia storico artistico che naturale oggi facciamo riferimento ricordandone la figura con riconoscenza e affetto".

“Dobbiamo essere grati a Giulia Maria Crespi per aver reso la bellezza accessibile a tutti".  - Afferma la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: "Senza il suo impegno e la sua determinazione buona parte del nostro patrimonio paesaggistico e culturale oggi non sarebbe così protetto e fruibile. Lascerà  un segno indelebile nella storia dei beni culturali italiani degli ultimi 50 anni: un’eredità e un esempio che abbiamo il dovere di raccogliere per il futuro. Oggi abbiamo perso una una donna di grande spessore e di grandissima determinazione, sensibile e colta quanto forte e determinata: una persona che ha sempre saputo guardare avanti e costruire l’innovazione nel segno dell’identità”.

Ultima modifica il Lunedì, 20 Luglio 2020 12:08


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