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Giovedì, 28 Maggio 2020 19:36

La proposta del direttore degli Uffizi, Eike Schmidt: i musei statali restituiscano dipinti alle chiese

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La vicepresidente della Regione Toscana e assessora alla cultura, Monica Barni: “proposta di grande interesse e intelligenza"

FIRENZE -  Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, a margine della riapertura di Palazzo Pitti a Firenze, ha lanciato la proposta di restituzione da parte dei musei statali di tavole, tele, pale e altri dipinti ideati e realizzati per chiese o cappelle.

"Credo che il momento sia giunto” - ha affermato Schmidt - "visto che l'Italia si distingue da altri Paesi per la diffusione del patrimonio dei beni culturali su tutto il territorio, una ricongiunzione storica - ove possibile - riporterà valore a opere d'arte e luoghi. Il modo più concreto per ripristinare il principio del 'museo diffuso' - secondo la felice espressione di Antonio Paolucci - è che i musei statali comincino a riportare nei luoghi sacri i dipinti che per essi furono creati: nella loro sede originale ritroverebbero il giusto contesto architettonico-spaziale e il rapporto con le altre opere d'arte, con una 'valorizzazione virtuosa' dal punto di vista storico e artistico. E per giunta, le opere ricontestualizzate riacquisirebbero il loro significato spirituale originario, quello che in prima battuta aveva determinato la loro creazione”.

“Per Firenze -  ha specificato Schmidt - non parlo di opere acquistate nel corso dei secoli dai Medici e dei Lorena, spesso per cifre assai cospicue, e inserite in contesti collezionistici ben precisi, ma di pale d'altare che dalle chiese spesso sono finite nei depositi dei musei, o che nei musei sono state trasportate solo temporaneamente per poi rimanervi senza alcun passaggio di proprietà ufficiale”.

"È ovvio - ha aggiunto il direttore degli Uffizi - che per un ritorno devono essere prima di tutto garantite le condizioni di sicurezza - antifurto, antivandalismo e climatiche, ambientali. Il caso forse più importante di un capolavoro sottratto al suo contesto originale si trova proprio agli Uffizi: la Pala Rucellai di Duccio di Buoninsegna, che nel 1948 fu portata via dalla basilica di Santa Maria Novella e dagli Anni 50 del Novecento e' esposta nella sala di Michelucci e Scarpa, insieme alle Maestà di Giotto e di Cimabue. Non è mai entrata a far parte delle proprietà del museo"

“Agli Uffizi  - ha continuato ancora  il direttore  - questo monumentale dipinto offre la possibilità di un paragone stilistico con le due pale di Cimabue e Giotto, ma la sua assenza da Santa Maria Novella sottrae una parte essenziale alla sua storia e al suo senso complessivo. Mi auguro un dibattito ampio, aperto, pubblico e privo di pregiudizi sull'opportunità  di restituire l'opera alla basilica di Santa Maria Novella per la quale essa fu ideata e dipinta (e non di collocarla un fantomatico e costoso nuovo museo, come è stato proposto: allora tanto vale lasciarla agli Uffizi)”.

La proposta di Schmidt è stata ritenuta “interessante” dalla vicepresidente della Regione Toscana e assessora alla cultura, Monica Barni, che ha commentato favorevolmente le parole del direttore delle Gallerie degli Uffizi. 

“Un'idea come questa - ha detto Barni -  richiede che si valutino e si studino accuratamente tutte le questioni relative alla sicurezza delle opere e alle condizioni della loro fruibilità. Ma è una prospettiva di lavoro seria, e tanto più lo è adesso dovendo fare i conti con la realtà creata dalla pandemia, che così pesantemente sta incidendo sulla vita culturale e sulle istituzioni della cultura. Dovremo insomma sempre di più studiare forme che consentano ai cittadini di avvicinarsi al patrimonio culturale facendo i conti con queste nuove esigenze di sicurezza individuale".

A sostenere la proposta di Schmidt anche  il critico d'arte Vittorio Sgarbi che ha giudicato quello di Schmidt "un discorso assolutamente preciso e scientifico" e all’Adnkronos ha dichiarato: "Schmidt  è un grande direttore e ha detto una cosa assolutamente giusta: i musei hanno sequestrato delle opere per ragioni di sicurezza senza averne la proprietà. Oggi andrò dal ministro Franceschini per testimoniare considerazione di questa idea e l'auspicio che il direttore Schmidt venga ascoltato. Farò anche un'interrogazione parlamentare e tutto quello che serve per dare ragione a Schmidt".

Ultima modifica il Giovedì, 28 Maggio 2020 19:43


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