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Mercoledì, 06 Febbraio 2019 13:36

A Palazzo Vecchio va in scena "Michelangelo e la Firenze medicea"

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L’evento teatrale si terrà sabato 9 febbraio alle ore 20.45 nella Sala d'Arme

FIRENZE - "Michelangelo e la Firenze medicea" è lo spettacolo a cura dell’Accademia Teatrale di Firenze diretta da Pietro Bartolini, scritto dal drammaturgo Vincenzo Arnone, per la regia di Pietro Bartolini, che inquadra il periodo della storia fiorentina e italiana che va dalla metà del Quattrocento alla metà del Cinquecento. Protagonista assoluta è la Firenze dei Medici.

"Don Vincenzo Arnone è un grande storico, che ama il teatro, nel quale sa portare il senso della storia più profonda e più identitaria di Firenze e Michelangelo è l'artista che più si identifica con la città - ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, nella conferenza stampa di presentazione dell'evento al Palazzo del Pegaso - Basti pensare alla sua opera, il David, il giovane intelligente e scaltro che sconfigge con la fionda la forza bruta di Golia, vero simbolo della città, che in quel momento si sta proponendo al mondo con il prodotto più alto e autentico della sua storia, il Rinascimento". 

L'autore immagina l'artista anziano Michelangelo ed il giovane Vasari in un fitto dialogo in cui viene rievocata la loro passata esperienza a Firenze, in particolare il periodo in cui Michelangelo frequentava la casa Medici e la celebre Accademia Platonica istituita da Marsilio Ficino su commissione di Cosimo I de Medici, Accademia che ebbe una grande influenza sullo stesso Vasari.

Attraverso il dialogo fra Michelangelo e Vasari si aprono quadri scenici in cui vengono rievocati i maggiori artisti operanti a Firenze tra la fine del 400 e il '500. Tutti esprimono un grande desiderio di rinnovamento, partecipano con entusiasmo alla fioritura della cultura rinascimentale nella straordinaria e irripetibile esperienza della Firenze dei Medici.

"E' una memoria nostalgica, drammatica, con i ricordi della sua giovinezza, di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, di Savonarola, di Lorenzo il Magnifico - ha raccontato Vincenzo Arnone - L'Accademia filosofica parlava di 'renovatio' (rinnovamento) della cultura attraverso le parole e la filosofia di Platone, che agli occhi di Marsilio Ficino era diventato quasi un Dio. Nel dramma rivive tutta la Firenze tra la fine del Quattrocento ed i primi del Cinquecento, con la morte del Magnifico e tutto ciò che avviene nel pensiero, nell'arte e anche nell'architettura di quel periodo". 

A rendere ancora più coinvolgete lo spettacolo una colonna sonora originale e da sistemi di videoproiezioni multiple elaborate per l'occasione con speciali contributi delle immagini in 3D della Firenze Medicea della BBC Studios inglese e l'utilizzo delle nuove tecnologie di visualizzazione del Laboratorio PERCRO della Scuola Superiore sant'Anna di Pisa diretto dal Professore Massimo Bergamasco. 

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Ultima modifica il Mercoledì, 06 Febbraio 2019 13:38


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